IL SAUVIGNON BLANC

La parola Sauvignon deriva dal francese sauvage (selvaggio), aggettivo dovuto alle origini di una pianta di vite autoctona del sud-ovest della Francia, la zona di Bordeaux. Per la precisione, la terra madre del Sauvignon è la zona del Sauternes dove, con il Semillon e il Muscadelle, concorre alla produzione del vino passito più famoso al mondo. Il Sauvignon è un vitigno con grandi capacità di adattamento, per questo molto diffuso nel mondo. E’ una pianta a bacca bianca grazie alla quale si producono vini bianchi freschi con una marcata impronta varietale. La sua notevole profumazione lo fa rientrare nei vitigni cosiddetti semiaromatici. In prevalenza sprigiona aromi erbacei e vegetali, avvolgenti note fruttate ma anche un singolo e preciso sentore che lo rende riconoscibile: il pipì di gatto. I profumi vegetali spaziano dalla foglia di pomodoro all’erba falciata, all’ortica (odori appunto sauvage) e ad un netto e persistente peperone verde. Le note fruttate declinano nel tropicale con l’ananas, la banana ed il litchi. Proprio le note fruttate rendono il Sauvignon un vitigno di successo. Ovviamente la percezione delle famiglie aromatiche variano a seconda della zona. In Italia il Sauvignon è diffuso in Friuli Venezia Giulia, in Trentino e in Sicilia. Anche in Toscana ci sono buoni Sauvignon. Tra questi segnaliamo Gemella, il Sauvignon Blanc di Bindella a Montepulciano. I vini prodotti da Sauvignon sono destinati ad un veloce consumo perché l'invecchiamento superiore ad un anno non dà effetti migliorativi sulle caratteristiche organolettiche nella maggior parte dei casi.

Le caratteristiche aromatiche del Sauvignon Blanc sono fortemente influenzate da tre fattori principali – certamente validi per qualunque altra uva – e che incidono notevolmente sulla sua personalità. I due fattori principali sono il clima del luogo in cui è stata coltivata l’uva e il grado di maturazione al momento del raccolto. Il terzo fattore, che in quest’uva rappresenta una condizione inusuale, è determinato dalla fermentazione e dalla maturazione in botte. Si ricorda che il modo più frequente e tipico della vinificazione del Sauvignon Blanc è svolto in contenitori d’acciaio e comunque inerti. A prescindere dal modo in cui il Sauvignon Blanc viene vinificato e dal luogo in cui è stato coltivato, quest’uva si presenta sempre con un elegante aroma che contraddistingue tutte le uve aromatiche e che ricorda direttamente il profumo dell’uva. La caratteristica gustativa principale del Sauvignon Blanc è certamente la sua spiccata acidità. In genere i suoi vini sono prodotti con un grado alcolico medio-alto, un fattore che è anche giustificato dalla notevole acidità dell’uva e che quindi necessita di opportune “correzioni” in modo da risultare equilibrato. Nonostante l’equilibrio del vino sia più o meno corretto, è proprio l’acidità la caratteristica che consente di identificare principalmente il Sauvignon Blanc e questa qualità è certamente molto apprezzata e appropriata per questo tipo di vino e per la natura aromatica dell’uva. Il Sauvignon Blanc produce vini con strutture e corpi piuttosto vari e che dipendono dal clima in cui l’uva è stata coltivata, dal tipo di terreno e la maturazione. I vini prodotti con quest’uva possono avere strutture piuttosto delicate fino ad arrivare ad un buon corpo, una caratteristica che spesso è determinata dal modo di vinificazione e in particolare all’uso della botte.

Il grappolo del Sauvignon Blanc è piuttosto piccolo e nonostante sia diffuso nella grande maggioranza dei paesi vinicoli del mondo, per dare il meglio di sé ha bisogno di condizioni colturali piuttosto particolari. Il Sauvignon Blanc matura abbastanza tardivamente, tuttavia può essere raccolto anche precocemente in funzione dello stile di vino che si intende produrre. Proprio il momento della sua raccolta presenta un fattore critico: se vendemmiato troppo presto risulta essere troppo acido e poco aromatico, mentre se vendemmiato troppo tardi perde parte della sua tipica acidità. Inoltre è piuttosto sensibile alla formazione di muffe – in particolare alla Botrytis Cinerea – pertanto richiede una maggiore attenzione nella coltivazione. In genere la formazione di Botrytis Cinerea è desiderata per la produzione di vini muffati, come il Sauternes e il Barsac, in cui il Sauvignon Blanc viene spesso utilizzato per aggiungere acidità al Sémillon. Il Sauvignon Blanc preferisce climi freschi – come per esempio quello della Valle della Loira – una condizione che consente di sviluppare i migliori e più raffinati aromi, troppo preziosi per essere coperti dagli aromi della botte. Non a caso, è proprio nei paesi pi