L'Aglio accompagna l'uomo dalla notte dei tempi


Importato dall'Asia ebbe grande diffusione nell'area del Mediterraneo, dove egizi, greci e romani lo utilizzavano per scopi medicali. Gli ebrei ne sentirono la mancanza quando abbandonarono l'Egitto. Gli atleti olimpionici dell'età ellenica lo usavano per doparsi. Enrico IV venne battezzato con acqua contenente aglio per protezione contro gli spiriti maligni.


Nel Medioevo le classi più elevate evitavano l’aglio perché non lo ritenevano utile per la salute. Bisognerà aspettare il XVI secolo con il medico senese Pietro Mattioli, le cui opere furono tradotte in molte lingue, per sentir dire bene dell'aglio. Questi infatti prescriveva l’aglio per i “­disordini” intestinali dovuti ai vermi, per i problemi ai reni e per i parti difficili. In tale epoca nelle case regnanti europee entra l’uso sistematico dell’aglio. Le cronache raccontano che il re di Francia Enrico IV sia stato battezzato con acqua contenente aglio, per proteggerlo dagli spiriti maligni e dalle malattie. In tempi più recenti è stato osservato che l’aglio ha un effetto diuretico, ed è stato appurato che se usato in maniera corretta riduce la pressione sanguigna, fa diminuire l’aggregazione delle piastrine e protegge dai danni dell’LDL, il così detto colesterolo cattivo.


Il nome dell'aglio deriva dal celtico All “piccante”. La pianta proviene dall’Asia centrale ed ha trovato larga diffusione nel Mediterraneo fin dai tempi antichissimi.

Fu largamente usato da Egiziani, Greci e Romani non solo in cucina ma anche in medicina. Nell’Egitto dei faraoni si riteneva che l’aglio aumentasse la forza dell’uomo e quindi rendesse capaci di lavorare più duramente. Gli schiavi ebrei, nutriti a lungo con aglio, svilupparono una predilezione per questo vegetale, tanto che dopo aver lasciato l’Egitto con Mosè, ne sentirono la carenza: «[mancavano loro] i pesci, i cocomeri, i meloni, i porri, le cipolle e l’aglio» (Bibbia - Numeri 11:5). Nel Talmud, testo classico dell’ebraismo, secondo per importanza solo alla Bibbia, l’aglio è consigliato anche per migliorare la relazione tra marito e moglie. Molto presente anche nella Grecia antica (sono stati rinvenuti bulbi nei pressi di molti templi e nel palazzo di Cnosso, a Creta), l’aglio era usato dagli atleti olimpici come una sorta di agente dopante; e Ippocrate, il padre della Medicina, all’interno del suo armamentario terapeutico, aveva sempre l’aglio che utilizzava per i disturbi polmonari, come disinfettante, purgante e per i rigonfiamenti addominali, specialmente uterini. Le conoscenze dei medici greci passarono poi nel mondo romano. Dioscoride Pedanio, medico, botanico e farmacista greco, esercitò a Roma vicino all’imperatore Nerone. Nella sua opera “De materia medica”, un erbario scritto in lingua greca, che ebbe grande influenza nella storia della medicina, rimanendo in uso, con aggiornamenti e commenti, fino al XVII secolo, si raccomanda l’aglio per “pulire” le arterie (si tenga presente che la circolazione sanguigna fu scoperta agli inizi del XVII secolo), per i “disordini” del tratto gastrointestinale, per i morsi di animali, per le malattie comuni e per le convulsioni. Plinio il Vecchio nella sua Historia naturalis descrive ventitré modi di utilizzazione dell’aglio contro disturbi diversi: tra questi c’era anche la convinzione che l’aglio proteggesse dalle tossine e dalle infezioni, fatto che ha trovato conferma con gli studi moderni sulle malattie degenerative del fegato.