LEGGENDE TOSCANE

Aggiornato il: 29 lug 2020


Si narra che ogni luogo di fascino, racchiuda e conservi leggende che ne accrescono la sua notorietà, donando alla località in oggetto, un aspetto particolarmente intrigante e misterioso. La Toscana, che di fascino e bellezza ne ha da vendere, è lo scenario perfetto per storie e racconti, fiabe e miti che, siamo certi, stimoleranno la vostra curiosità, invogliandovi a scoprire i luoghi protagonisti delle leggende toscane, visitandoli con occhi più attenti alle arcane forze umane, naturali e sovrannaturali.


Cosa si intende con il termine leggenda? Generalmente, le leggende sono racconti di carattere religioso, epico o superstizioso, puramente inventati o comunque ispirati da una base veritiera, impreziositi da informazioni romanzate, quasi mitologiche, tramandate di generazione in generazione. Dove non arriva la spiegazione logica a supporto di situazioni o avvenimenti, ecco che interviene la fantasia in sostegno.

Quando da bambini ci raccontavano fiabe e storie straordinarie, la mente galoppava sulle ali della fantasia. Ci improvvisavamo cavalieri dalla scintillante armatura, o principesse in abiti sfavillanti, eravamo eroi ed eroine di epoche mai vissute, teletrasportati in un immaginario mondo parallelo. Chissà, forse è questo il motivo per cui le leggende si sono tramandate fino ai nostri giorni: la voglia di sognare e di evadere dalla realtà ci accompagna sempre, anche da adulti!


La leggenda della Spiaggia dell’Innamorata – Isola d’Elba

La prima delle leggende toscane che vi raccontiamo oggi riguarda una storia d’amore tormentata, ambientata nella splendida Isola d’Elba, protagonista la bellissima Spiaggia dell’Innamorata a Capoliveri. Chi ha visitato l’isola nel mese di luglio, avrà certamente partecipato alla festa che si svolge il 14 sera, in memoria dell’amore contrastato di due giovani elbani, Maria e Lorenzo. La famiglia di quest’ultimo, osteggiava l’unione a causa delle umili origini della ragazza, i due amanti quindi, erano costretti ad incontrarsi segretamente in spiaggia.

Correva l’anno 1534 e l’Isola d’Elba era méta di razzie e saccheggi da parte dei pirati. Il 14 luglio di quell’anno, Lorenzo attendeva la sua amata in spiaggia, quando fu sorpreso da un gruppo di predoni. Si scatenò una lotta furibonda ed il giovane ebbe la peggio finendo prigioniero, davanti agli occhi di Maria che stava nel frattempo arrivando. La donna tentò invano di raggiungere il vascello con a bordo Lorenzo, che appena giunse in mare aperto, gettò in acqua il corpo esanime dell’amato. Maria sconvolta, si tuffò in acqua per recuperarlo, ma non fece mai ritorno. Di lei, fu ritrovato solo lo scialle rimasto incagliato in uno scoglio.


Don Domingo Cardenas e la Disfida della Ciarpa

Circa un secolo dopo, Don Domingo Cardenas, nobile spagnolo che viveva sull’isola, passeggiando una sera sul lungomare, udì delle urla, ed ebbe l’impressione di intravedere una giovane. Era il 14 luglio, prontamente ricordò il racconto dei pescatori della zona, circa la triste storia dei due innamorati. Diede disposizione di illuminare la spiaggia a giorno, per consentire allo spirito di Maria di ritrovare il suo amore perduto, ribattezzando poi la spiaggia con il nome di Innamorata. Il nobile spagnolo, tramite una clausola del suo testamento, espresse la volontà di far conservare la tradizione ai suoi eredi.

Tutt’oggi la sera del 14 luglio, la spiaggia prende vita illuminandosi alla luce di mille torce. Un corteo in costume introduce la “Disfida della Ciarpa” (“sciarpa“, ndr), rievocazione storica dove le contrade paesane rappresentate da quattro imbarcazioni, si contendono il recupero di uno scialle, che  consegnano alla ragazza scelta come “Maria”, a simboleggiare il ritrovato amore.



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